sabato 4 febbraio 2012

SHINGO ARAKI: LA VITA E LE OPERE

SHINGO ARAKI: LA VITA E LE OPERE (Articolo di Joe7)
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Shingo Araki, considerato il re dell’animazione giapponese per l’incredibile bellezza dei suoi disegni, ha iniziato giovanissimo il suo lavoro, fondando poi il suo studio, la Araki Production, insieme alla sua collaboratriceMichi Himeno, un altro nome notissimo nel mondo dell’animazione giapponese, e altri dieci assistenti. Si è spento a Tokyo il 1 Dicembre 2011 a 72 anni per improvviso collasso circolatorio. Curiosamente, la notizia della sua morte si diffuse prima in Europa, in un sito francese, solo in un secondo tempo in Giappone, tanto che per un attimo si era pensato ad una falsa notizia. Il figlio, Shinji Araki, ha spiegato che suo padre era morto per insufficienza cardiaca mentre nuotava in piscina, come faceva da anni per riprendersi dalla sua malattia, il morbo di Parkinson, di cui soffriva da anni.

Nacque il 1 Gennaio 1939 a Nagoya, capoluogo della prefettura di Aichi. A 18 anni esordì come fumettista nella rivista locale “Machi” e vinse il primo premio come migliore nuova promessa. Dopo aver pubblicato circa 60 manga, con un ritmo produttivo di circa 40-50 tavole al mese, a 26 anni entrò come animatore alla Mushi Production, gestita da Osamu Tezuka. Si distinse tanto che in pochi mesi gli furono affidate alcune regie.
Nel 1967 diede vita al "Studio Jaguar" (o "Gruppo Jakard"), un team di valenti disegnatori e animatori nata in seno alla Mushi: il loro primi lavori furono Rocky Joe e Tommy la stella dei Giants. Il suo tratto incredibilmente preciso, dolce e aggressivo allo stesso tempo, cominciò ad attirare l’attenzione dei fan.
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Lasciata la Mushi, creò con un amico lo "Studio Z", che durò solo due anni (’71-’73) e si legò soprattutto con la Toei Doga, occupandosi della serie animata Devilman (1972).
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Nel 1973 scoppiò la “arakimania”, quando disegnò per la Toei Doga Babil Junior, una serie che in Giappone divenne oggetto di culto e che è tuttora molto popolare.
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Michi Himeno, giovane diplomata all’Istituto d’Arte, rimase scioccata dalla bellezza delle immagini e della dinamicità di Babil Junior, e decise di lavorare con lui.
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Successivamente, Arachi fece Cutie Honey e Bia, la sfida della magia: questi lavori segnalarono la sua consacrazione a migliore disegnatore di cartoni animati televisivi del Giappone. Bia era una maghetta non più “buona bambina” stile Sally o Chappy, ma con una certa dose di malizia, che Araki seppe rendere con molta eleganza.
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Nel 1975 Shingo Araki fondò la Araki Production, assumendo la giovane Michi Himeno. “Da lei” disse Araki“ho imparato ad abbandonare definitivamente il tratto rude di Joe o Babil, per affinarlo e pulirlo sempre di più, come avevo cominciato a fare a partire da Bia e Cutie Honey”. Da quel momento, il marchio Araki Production cominciò a significare Araki e Himeno, un duo che lavorò su Atlas Ufo Robot Goldrake (1975), creando personaggi di successo come Maria (che ebbe un enorme successo in Giappone), Naida e Rubina. Il personaggio di Duke Fleed nell’anime fu realizzato graficamente da Kazuo Komatsubara, che lo disegnò ispirandosi agli eroi realistici di Yoshitaka Amano: Tekkaman, Kyashan, Polimar. Ma Araki, in seguito, lo ridisegnò dandogli tratti molto più dolci.
tekkaman kyashan polymar

Nel 1977, lavorarono su Danguard: tra l’altro, Danguard ebbe un grande successo in Giappone anche per l’introduzione del bello e cattivo Fritz Archen, personaggio che sarà poi ripreso dal Char Aznable di Gundam.
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Inoltre, le forme squadrate del robot, l’attenzione della serie prestata sulla psicologia dei personaggi più che ai combattimenti, furono fattori che apriranno la strada a Gundam e Macross.
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Il personaggio principale, Arin, il pilota del Danguard, nell’anime, grazie ad Araki, ebbe un aspetto più adulto rispetto al manga di Matsumoto.
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Nel 1979, la Tokyo Movie Shinsha affidò allo Studio Araki la realizzazione di Lady Oscar, che fu la serie che fece conoscere più di tutti la coppia Araki/Himeno.
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Di norma, Araki si occupava dei personaggi maschili e la Himeno di quelli femminili. Per questo, il personaggio di Lady Oscar è più della Himeno che di Araki; e così pure Lulù, l’angelo dei fiori, il lavoro successivo (1979).
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Lady Oscar, tra l’altro, ebbe il pregio di rendere noto Araki anche all’estero, in particolare presso gli esperti del mondo dell’animazione francese: per alcuni anni, infatti, Araki si occupò di coproduzioni franco-nipponiche, in cui il suo disegno assunse forme curiose e spesso irriconoscibili per adattarsi ai parametri europei: da qui nacque Ulisse 31 (1980), serie di 12 episodi, che venne trasmessa anche in Giappone, per soddisfare le richieste dei fan di Araki.
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Altri lavori franco-nipponici furono Lupin Ottavo (Rupan Hachisei), una serie di Lupin (8 episodi, 1981) ambientata nel futuro, che però non venne mai trasmessa per via di problemi di diritti coi discendenti di Maurice Leblanc, l’autore delle storie originali di Lupin.
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Altri lavori di coproduzione furono Chanson Nono e L’Ispettore Gadget.
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Tornato in Giappone a collaborare con la Toei Doga, si occupò della seconda serie di Capitan Harlock (Capitan Harlock SSX, anno 1982), di Kiss Me Licia (1983), Memole dolce Memole (1984), Juni Peperina inventatutto (1985), I racconti di Mapletown (1986).
capitanharlock kissmelicia memole junipeperina mapletown

Inoltre, con la Tokyo Movie Shinsha, riprendendo lo stile di Lupin Ottavo, lavorò alla terza serie di Lupin III(1984) e al layout di Occhi di Gatto.
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Tornato ad occuparsi di coproduzioni, stavolta con i cartoni americani, modificò radicalmente il suo disegno per adattarlo agli standard americani, lavorando su G.I.Joe.
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Nel 1986, produsse quello che è considerato il suo capolavoro e un sunto di tutte le sue molteplici esperienze di disegnatore: i 114 episodi della serie dei Cavalieri dello Zodiaco, oltre ai quattro film relativi per il cinema.
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Successivamente, si occupò di un OAV di Kojiro dei Fuma, un altro personaggio di Masami Kurumada, l’autore dei Cavalieri dello Zodiaco. Curò anche il character design della serie televisiva di Sangokushi e i nuovi OAV diBabil Junior.
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Assieme a Michi Himeno, curò le tavole di un racconto serializzato nel periodico “Corocoro comics” della Shogakukan. Si occupò anche del videogioco Burai. Il suo ultimo lavoro, il manga "Sourire" ("sorriso" in francese) è rimasto incompiuto sul suo sito personale: www.arakishingo.com/pc/


INTERVISTA AD ARAKI
(effettuata da Federico Colpi e stampata su "Mangazine" n. 21, Febbraio 1993)

Come ha cominciato ad interessarsi dei manga?
Si tratta di un amore naturale che mi sono portato dietro sin dall’infanzia. Da piccolo odiavo andare a scuola, avevo una vera e propria repulsione fisica. Quando entravo nell’edificio scolastico mi venivano tremende emicranie e gli stessi professori, esasperati, mi lasciavano andare a casa. Così potevo disegnare tutto il giorno. Disegnavo sempre e dappertutto, i muri di casa erano coperti di schizzi. In seguito, la grande occasione venne quando la rivista “Machi” mi accettò per un certo periodo come fumettista. Però mi resi subito conto, con mio grande dispiacere, che non potevo diventare un fumettista. Per quanto mi piacesse disegnare, non avevo il senso della storia e della narrazione. Per cui, quando a 26 anni, dopo essere andato a Tokyo, fui assunto dalla Mushi Production di Osamu Tezuka ne rimasi molto soddisfatto. Lì potevo disegnare storie scritte da altri, e questo mi bastava.

Che ditta era la Mushi a quel tempo? Ha fatto, se non sbaglio, serie di altissima qualità e di grande successo, per cui non sono mai riuscito a spiegarmi bene la ragione del fallimento.
La Mushi era la maggiore produttrice del tempo. Ci lavoravano duecento persone, quando io vi entrai e dopo pochi anni, divennero quattrocento, dimensioni impensabili anche per la Toei. A quei tempi, riuscivamo a curare anche quattro serie contemporaneamente, uno sforzo che pochi altri avrebbero potuto sostenere. La ragione del fallimento fu che tutti quei dipendenti erano a contratto e ben presto Tezuka si trovò con le tasche svuotate dagli stipendi. La Mushi dichiarò bancarotta, ma i sindacati occuparono la fabbrica e riuscirono a tenere in vita la ditta sino ad oggi. Adesso produce ancora qualcosa nei video. Tezuka, invece, con altri collaboratori, diede vita più tardi alla Tezuka Productions, attiva ancor oggi con Seisha Monogatari (La Bibbia).

Qual’era il suo ruolo alla Mushi Production?
In Kimba, il leone bianco (1965) lavorai come animatore e disegnatore. Così anche nella seconda serie di Kimba, in cui mi vennero affidate anche alcune regie. Così pure per la Principessa Zaffiro.
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Da Forza, Marin! (1966)” a Mimì e le ragazze della pallavolo (1969) continuai a fare esperienza come disegnatore, scrivendo anche alcuni storyboards per Paman (1967) e, infine, nel 1970, venne la grande occasione di Rocky Joe: per quello, ebbi l’incarico di supervisore dei disegni, o sakkan.

Può spiegarci di preciso cosa significa questo termine?
Certo. I disegni che compongono un cartone animato sono fatti da molte persone, ognuna delle quali ha capacità e stili diversi. Se il cartone venisse ripreso usando quei disegni, ne uscirebbero immagini poco fluide e non uniformi. Il lavoro di supervisione consiste nel correggere quei disegni dove è necessario, per esempio nelle anatomie, o nelle espressioni del volto più difficili da rendere, e ritracciarli tutti in base al proprio stile, il che dà al cartone un aspetto unitario. Il sakkan può sembrare un lavoro semplice, perché si tratta solo di modificare dei disegni già fatti, ma in realtà richiede molto tempo, specie nel caso di studi d’animazione che non posseggono disegnatori molto in gamba. In Lady Oscar, per citare un caso, era necessario rifare i disegni quasi daccapo, perché quelli che ci arrivavano dalla Tokyo Movie Shinsha erano completamente sballati nelle anatomie e nella caratterizzazione grafica dei personaggi…

Occuparvi di Lady Oscar può essere stato un lavoro molto duro, però il risultato è stato stupendo. Probabilmente, la serie meglio disegnata nella storia degli anime televisivi…
Grazie. Benchè nel manga la protagonista fosse Maria Antonietta, la serie TV diede il ruolo principale alla sua mascolina “guardia del corpo”. La grafica di questa serie fu completamente affidata a me e al mio gruppo. Michi Himeno divenne il character designer (disegnatrice dei settei) e io il sakkan di tutti gli episodi, però con un curioso sistema: io disegnavo i personaggi maschili e lei quelli femminili. Se, per esempio, Fersen e Andrè sono miei, Oscar e Maria Antonietta sono della Himeno. Per Lady Oscar mi venne affidato il lavoro di sakkan per tutti gli episodi, cosa rara negli anime. Proprio perché è un lavoro che richiede molto tempo, di solito il lavoro di sakkan di una serie viene affidato a circa quattro persone o studi diversi, ognuno dei quali si occupa di una puntata al mese. Così, penso che chiunque lo possa notare, in una serie animata non c’è uniformità nel disegno, ma esso varia da puntata a puntata, a cicli di quattro o cinque episodi, a seconda di chi lo ha curato. Questo è anche il motivo per cui in molte serie, tra le quali anche i Cavalieri dello Zodiaco, esiste un grande divario qualitativo tra i vari episodi. Lady Oscar, e in parte anche Rocky Joe, che sono curate in tutti gli episodi dallo stesso personale, rappresentano un’eccezione a questa regola degli anime televisivi. Inizialmente, anche Kiss Me Licia doveva essere fatto con questi criteri, ma alla fine mi sono occupato solo di un episodio ogni quattro.

A proposito di Rocky Joe, perché terminò all’improvviso, nonostante il grandissimo successo che stava ottenendo? Problemi economici?
No, semplicemente, ad un certo punto, la narrazione di manga e cartone animato si allinearono, perciò sarebbe stato necessario continuare a sviluppare l’anime in modo autonomo rispetto al manga. Si decise che era meglio continuare a rispettare il testo di Chiba, per cui interrompemmo la produzione del cartone, in attesa che questi finisse il manga.

Agli inizi della sua carriera, lei si è occupato di una gran numero di serie sportive: come disegnatore, “Tommy la stella dei giants”, “Animal 1” “Mimì e le ragazze della pallavolo”; come disegnatore e, in certi episodi, sakkan, “Rocky Joe”, “Il re del kickbocking”, “Baseball Team Apache”…tuttavia, mi sembra che il suo stile non sia stato molto esaltato da cartoni animati dai contenuti così rudi. Lei cosa ne pensa?
A quel tempo, non avevo ancora elaborato un tratto così pulito e fine come oggi, per cui non ebbi problemi a realizzare quella serie. Anzi, oltre a Joe, con il quale faticai parecchio per renderlo il più possibile simile al tratto energico di Tatsuya Chiba, il disegnatore del manga, ho dei ricordi molto belli dei tempi di Tommy la stella dei Giants. Quella fu la prima serie sportiva della TV e si può dire che divenne l’archetipo di tutte le serie successive. Ma il gruppo che lavorò a Tommy non aveva nessun esempio precedente su cui basarsi, per cui ogni giorno ci spremevamo le meningi ad ideare e sperimentare nuove tecniche d’animazione che rendessero le immagini sufficientemente dinamiche: l’idea di rappresentare in modo esagerato gli sforzi degli atleti nel lanciare la palla, o il fatto che questa, per dare meglio il senso della velocità, si deformi dopo essere stata colpita e prenda un aspetto ovale…

Quelle furono sue idee?
Già. Per una serie che aveva il suo fulcro nell’attività fisica e nell’espressione della potenza degli atleti, era necessario elaborare tecniche che superassero le limitazioni dei cartoni televisivi fino ad allora prodotti.

Il successo di Tommy la stella dei Giants fu probabilmente determinato proprio dall’uso di quelle nuove tecniche di animazione, che effettivamente furono riprese da tutti gli altri cartoni sportivi…anche se, in certe serie, l’idea di esagerare i movimenti produsse situazioni poco credibili…
Sì…comunque, tornando al discorso di prima, credo che, indipendentemente dal fatto che una serie si addica o meno al proprio tratto, da ogni esperienza si traggono insegnamenti di grande valore. Dalle serie sportive, ho imparato a rendere nei disegni il senso del dinamismo; da serie come Cutie Honey, dove appaiono molti nudi, ho imparato a curare meglio le anatomie…anche dalle coproduzioni con la Francia, per le quali ho prodotto i personaggi che forse più si distaccano dal mio stile, ho imparato molto. Il modo di narrare francese è molto più soft di quello giapponese, le azioni e i movimenti non sono espressi con la tecnica nipponica dell’esagerazione. Proprio perché non fanno gesti e movimenti mirabolanti, è necessario prestare una maggior cura e usare un tratto più “severo” nel disegnare i personaggi francesi. In un certo senso, se da Tommy la stella dei Giants e Babil Junior ho imparato a dare importanza alla dinamicità del segno, dai cartoni francesi ho reimparato che la cosa più importante è la qualità del disegno dei personaggi, ed è a questa che bisogna dare maggior cura. Se non avessi avuto tutte queste esperienze, non sarei mai arrivato a disegnare i “Cavalieri dello Zodiaco”.

“I Cavalieri dello Zodiaco” è considerato da critici e fan un sunto delle sue capacità artistiche. Lei cosa ne pensa a proposito?
Effettivamente, i “Cavalieri dello Zodiaco” sono nati con quell’intento: quello di proporre una “summa” del mio stile. Tratto dal manga di Masami Kurumada, questa serie lanciò il genere dei combattenti dotati di armatura. Inaugurato da Go Nagai col non molto fortunato Tetsu Senshi Musashi (Musashi, guerriero d’acciaio, 1981), in cui dei robot si scompongono nelle varie parti di una corazza, questo genere fu rivitalizzato da Kurumada e ripreso poi da un’infinità di imitazioni più o meno riuscite, come Yoroiden Samurai Troopers e Tenku Senshi Shurato.
Se si guardano i cinque protagonisti dei Cavalieri dello Zodiaco, si può notare come essi rappresentino i cinque modelli più ricorrenti nelle mie opere:
Pegasus è il tipo sanguigno, come lo erano Arin di Danguard o Babil Junior;
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Crystal è il “bellissimo” come lo erano Fritz Archen di Danguard o Serge di Lulù, l’angelo dei fiori (tra l’altro, Serge e Archen devono molto alla mano di Michi Himeno, essendo efebici, cioè molto femminili nelle fattezze).
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Poi, Sirio può essere bello e misterioso come Actarus di Goldrake o Andrè di Lady Oscar;
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Phoenix è un personaggio maturo come Fersen di Lady Oscar;
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Andromeda, infine, è un personaggio dal viso rotondeggiante e femminile, e che quindi, più che un uomo, può ricordare eroine come Maria Antonietta, Bia, o Maria di Goldrake.
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Tra tutti questi personaggi, qual è quello a cui lei si sente maggiormente legato?
Può sembrare strano, ma probabilmente è Babil Junior.
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E’ stato il primo personaggio a cui ho dovuto dare io un volto. Inoltre, quando disegnavo manga, avevo creato personaggi che, come Babil, avevano un viso infantile e indossavano la divisa scolastica. Inoltre, Babil Junior è stata un’esperienza importante nella mia carriera. Da quella serie, ho imparato ad esprimere il dinamismo, il senso della velocità e il senso del tempo nella narrazione. E’ stata forse l’esperienza più preziosa della mia carriera, perché, disegnando Babil ho finalmente cominciato a provare sicurezza nelle mie capacità, perdendo quel senso di “paura” verso l’animazione che sempre avevo provato.

In un’intervista ho letto che lei, più che un disegnatore di anime, continua a sentirsi un disegnatore fallito di fumetti…
Sì, il fatto che non sono mai riuscito a fare dei buoni fumetti, che sono la cosa che davvero avevo intenzione di fare, continua ancora oggi a pesarmi molto.

Non pensa di cimentarsi ancora una volta nella scrittura di un soggetto originale, come ai tempi in cui scriveva manga?
Ci ho pensato molte volte, ma, da un lato, ancora non mi sento sicuro, dall’altro sono troppo occupato con gli anime per mettermi a fare qualcosa di veramente mio.

Se dovesse scrivere una storia, che tema sceglierebbe?
Probabilmente, un racconto fiabesco, che corrisponde a quello che avrei sempre voluto fare nei manga. O un fantasy…(e qui viene in mente il manga fiabesco “Sourire” , “sorriso”, che Araki farà online anni dopo)

Ma, tra le opere che lei ha fatto come disegnatore di cartoni animati, ce n’è qualcuna di cui si sente davvero soddisfatto? Lady Oscar, i Cavalieri dello Zodiaco…
No, non sono completamente soddisfatto di nessuna delle cose che ho fatto.

Vuol dire che, alla conclusione di un’opera, lei non ha mai pensato: “questo è proprio un gran bel lavoro”?
Bè…sì…ripensandoci, effettivamente, c’è qualcosa di cui vado piuttosto orgoglioso. Parlo degli ultimi tre dei quattro film cinematografici dei Cavalieri dello Zodiaco. Sì, quelli sono davvero ben fatti.

Lei si è dedicato molto poco ad opere per il cinema. Anzi, quasi per niente…
Ho fatto qualche lungometraggio, ma esclusivamente per il mercato degli OAV.

Ho letto una bellissima critica su di lei, in cui si dice che lei fa dei disegni troppo beli e precisi per potersi dedicare al cinema. Intendo dire che nelle serie TV si usa un numero relativamente limitato di disegni, per cui è la bellezza di questi a determinare la qualità del cartone. Al contrario, nei lungometraggi viene utilizzato un numero molto elevato di disegni, al fine di ottenere un’animazione più fluida; ma così ogni disegno resta sullo schermo solo per poche frazioni di secondo e lo spettatore non ha il tempo sufficiente per gustarne la bellezza; perciò i suoi disegni non sarebbero adeguatamente valorizzati in un film cinematografico. Lei che ne pensa?
Mah…

Personalmente, non me la sentirei di affermare che un film come Akira, realizzato utilizzando un numero enorme di disegni, abbia un impatto visivo maggiore di Lady Oscar o dei Cavalieri dello Zodiaco, realizzati con pochi disegni ma meglio curati…
Bè…dipende dai gusti...

Parliamo adesso di quel fatto accaduto tempo fa: la rapina alla Araki Productions.
Ah, ne ha sentito parlare anche lei? Adesso il responsabile è stato trovato. Era un mio fan che, di notte, era entrato negli studi rompendo il vetro vicino alla porta d’entrata e aveva rubato 3000 rodovetri. Probabilmente, se si fosse limitato a questo, non gli sarebbe successo molto. Invece, ha avuto la buona idea di vendere quelli che non gli piacevano a prezzi variabili da 10 a 100.000 yen (all’epoca dell’intervista, da 60 a 600 € circa).

100.000 yen? Scusi, ma non li vendono anche alla Toei a 500-800 yen l’uno? (da 3 a 4,8 € l’uno)
Sì, quello è il prezzo normale di un rodovetro. Però, né alla Toei né in altre case ne rimangono più di disegnati da me, per cui sembra che le quotazioni si siano alzate di molto.

Ho sentito dire dalla Toei che, durante gli scioperi generali degli anni settanta, si lasciavano i rodovetri a marcire sotto la pioggia. Se si pensa che adesso potrebbero valere qualche centinaio di milioni…comunque, lei non pensa che il fatto che solo i rodovetri disegnati da lei siano valutati a così alto prezzo e che ci siano fan che pagano tutti quei soldi per averli, dimostri che, in fin dei conti, lei, più che un fumettista fallito, dovrebbe considerarsi il re dell’animazione televisiva giapponese?
(sorriso impacciato)



SHINGO ARAKI: L'ULTIMA OPERA
(Articolo di Joe7 e Isotta; documentazione, servizio e immagini di Isotta,Ieko e Chibi)

Nell'intervista che Federico Colpi gli fece nel 1993, estraggo questo passo importante:

(...)ho letto che lei, più che un disegnatore di anime, continua a sentirsi un disegnatore fallito di fumetti…
Sì, il fatto che non sono mai riuscito a fare dei buoni fumetti, che sono la cosa che davvero avevo intenzione di fare, continua ancora oggi a pesarmi molto.

Non pensa di cimentarsi ancora una volta nella scrittura di un soggetto originale, come ai tempi in cui scriveva manga?
Ci ho pensato molte volte, ma, da un lato, ancora non mi sento sicuro, dall’altro sono troppo occupato con gli anime per mettermi a fare qualcosa di veramente mio.

Se dovesse scrivere una storia, che tema sceglierebbe?
Probabilmente, un racconto fiabesco, che corrisponde a quello che avrei sempre voluto fare nei manga. O un fantasy…

Nel 2008, quindici anni dopo l'intervista, Araki, dopo aver fatto l'ultima opera sui Cavalieri dello Zodiaco (il capitolo sull'Elisio: lo scontro finale tra i Cavalieri d'Oro e gli Spectre di Ade, il dio degli inferi), annunciò il suo ritiro dalla scena dell'animazione giapponese, per motivi di salute: infatti, si accorse di avere i primi sintomi del morbo di Parkinson. Dopo un paio d'anni di cure, tornato abbastanza in salute, nel 2010 accettò a sorpresa un incarico dai francesi, coi quali aveva collaborato per diversi anni: fare un manga a sua scelta, il suo sogno nascosto. Così nacque "Sourire", "sorriso", in francese.

Sourire avrebbe dovuto essere il suo manga originale, definitivo, che raccogliesse tutte le sue opere fatte.

Grazie all'aiuto di Ieko, possiamo riassumere qui la trama:

SOURIRE è la storia di un ragazzo che vuole essere un mangaka nel 1958, proprio come il giovane diciottenne Araki del 1958: Sourire, in effetti, è anche una sua autobiografia, in un certo senso.
Il ragazzo della storia lavora in fabbrica di giorno e disegna manga di notte. Di conseguenza, ha spesso molto sonno. Cade addormentato in qualsiasi momento e ovunque. A volte, fa un sogno strano, in cui disegna sempre una ragazza che non ha mai visto.
Un giorno, cade a terra mentre va in bicicletta. E, forse per questo motivo, entra di persona nel suo sogno. In questo ambiente onirico, vede degli uomini sospetti, che leggono il manga disegnato dal ragazzo e, per qualche motivo, ne sono spaventati.
Il ragazzo si sveglia all’improvviso in un ospedale, dove era finito a causa della sua caduta in bicicletta. Si confida con un medico a proposito del suo sogno ricorrente, quello della ragazza che disegnava in continuazione. Il medico gli consegna una medicina che lo aiuterà a dormire tranquillo. In quel momento, il ragazzo sente una voce dentro di sé che gli dice di non bere la medicina: tuttavia, alla fine il ragazzo la beve.
Il ragazzo si accorge di aver perso qualcosa di prezioso: non sogna più di disegnare la ragazza, ma, al suo posto, sogna che un altro se stesso gli porta via la sua casa, la sua scrivania, tutto.
Il ragazzo vaga in giro per molti anni, diventando adulto. Un giorno, incredibilmente, incontra la ragazza che aveva disegnato nel sogno, che gli dice: “Quel disegno…per favore, ridammi quel disegno. L’ho cercato per tanti anni. Ne abbiamo bisogno per vincere..”. Aggiunge che anche sua sorella maggiore sta combattendo. Se perderanno, scompariranno.
Lui, sorpreso, non riesce a ricordare quell’avvenimento della sua gioventù: insieme con la ragazza, torna a casa sua per trovare “quel disegno”. Laggiù, però, molti uccelli stanno attaccando la sua casa. Inoltre, un ragazzo misterioso sta scappando da lì con “quel disegno”.
I due lo inseguono…

La storia va avanti, però ad un certo punto fu interrotta per la morte improvvisa dell'autore. Quindi non sapremo mai come andrà a finire... :farofflook.gif:

Posto qui un articolo francese, tradotto dalla nostra Chibi, che ci mostra l'attesa e la curiosità dei fan francesi davanti al ritorno di Araki col suo manga "Sourire":

Il 2010 vide il ritorno di Shingo Araki. Tornato a dirigere la Araki productions, decise realizzare il suo sogno d'infanzia, quello di essere un mangaka, disegnando una storia che aveva impostato quando era piccolo: "Sourire", "Sorriso" in francese.
"Sourire" è un lavoro fatto con uno stile grafico semplificato, che mostra un tratto diverso dall'Araki più noto. Questo lavoro ambientato in un mondo fantastico ha molti cenni autobiografici, come la sua infanzia di bambino durante la guerra. Il personaggio principale, che si chiama Machi (il nome "Araki" sembra nascosto in "Machi"), vuole diventare un mangaka e lavora in una fonderia. Il ragazzo legge una rivista, chiamata "Kashibon".
Con questo lavoro, Shingo Araki ci mostra un altro "Araki", un uomo che mantiene il suo cuore da bambino. Lo stile di disegno, come ho detto, si differenzia molto da quello abituale: nella storia, tra le pagine di "Sourire", ci si accorge del fatto che Araki ricorda i tempi difficili in cui viveva con la sua famiglia e si notano i momenti, più recenti, in cui ha dovuto portare la sua malattia.
Ma la cosa più sorprendente è che, nonostante tutte queste difficoltà, ha mantenuto un cuore e l'anima di un bambino, con un coraggio indomabile.
Il ritorno del Maestro e ci mostra un suo nuovo aspetto, a quasi 72 anni, in cui continua a deliziarci e a far sognare noi grandi che siamo rimasti tutti nello spirito i bambini di allora.



SOURIRE fu pubblicato sulla rivista francese Akiba Manga (Ankama Presse) a partire da Gennaio 2011. Inoltre, il suo manga era (ed è ancora) visionabile per intero sul sito ufficiale del disegnatore:www.arakishingo.com
Questa è la copertina della rivista Akiba Manga che ospitò SOURIRE:
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Qui di seguito ci sono alcune tavole di SOURIRE, in uno stile piuttosto "insolito" per Araki, che risentiva ancora del suo stato di salute. Le proporzioni dei corpi e le linee dei volti sono riconoscibili, ma il disegno "abbozzato" e i colori "disordinati" credo spiazzino chiunque abbia in mente gli altri lavori del disegnatore.
Le seguenti tavole sono mostrate a puro scopo illustrativo, i copyright appartengono agli aventi diritto, la sequenza completa delle tavole è visionabile sul sito dell'autore Shingo Araki:www.arakishingo.com/pc/
sourire01

sourire02

sourire03



OMAGGI
Questo è l'omaggio a Shingo Araki di Philippe D'Ambrosio:
ambrosio.th

Questo invece è del nostro Luca Papeo, o Odysseo...
addiodilucapapeo.th




E per concludere, qui c'è lo schizzo e il disegno definitivo di Shingo Araki con Actarus e Maria da bambini...^^
actarusemariadapiccoli.th actarusemariadapiccolic.th



RIPOSA IN PACE, SENSEI!

:farofflook.gif:

actarusmini alcormaria




per maggiori informazioni leggi sul forum...

mercoledì 1 febbraio 2012

TUTTO SU GOLDRAKE!

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GOLDRAKE, IL MITO! 
(Articolo di Joe7)


Da quella lontana sera del 4 Aprile 1978, Goldrake entrò nella nostra vita...e il nostro mondo non fu più lo stesso! Alabarde spaziali, lame rotanti, principi bellissimi e principesse da sogno, malvagi diabolici e nello stesso tempo incredibilmente umani, mostri di Vega indimenticabili, gli uomini e la natura incontaminata da amare e proteggere.

Personaggi indimenticabili come Actarus, Venusia, Alcor, Maria, Rigel, il professor Procton da una parte; e Re Vega, Rubina, Gandal, Zuril, Hydargos dall'altra. Personaggi vivi come mai c'erano stati prima nel campo dei cartoni animati: personaggi che amano, odiano, vivono e muoiono: storie di amore e morte, sacrificio ed eroismo, combattimenti grandiosi e terribili...

Soprattutto Goldrake, il gigantesco robot che ha lasciato a bocca aperta un'intera generazione, tanto che nessun altro robot, per quanto eccezionale sia stato, è mai riuscito ad offuscarne la fama qui in Italia. Forse perchè era il primo, dicono alcuni: eppure, tra i tanti, è stato quello più analizzato, amato, studiato. I libri su Goldrake, stampati anche di recente, si sprecano. Saggi, racconti, analisi: Goldrake sembra inesauribile. Persino in Giappone, per quanto Mazinga Z sia considerato il capostipite, Goldrake sopravvive ancora nei forum e nei blog di internet.

Atlas Ufo Robot fu un grandioso fenomeno di costume: se ne parlava dovunque, a scuola, al lavoro, a casa: persino i carri di carnevale furono allestiti col tema di Goldrake. I prodotti su di lui erano un'infinità. Ogni cosa era stata fatta con l'immagine di Goldrake: dalle patatine alle magliette, per non parlare delle figurine, trasferelli, fumetti...è quasi impossibile elencare tutto. La fama di Goldrake aprì la strada agli altri personaggi giapponesi, che, senza di lui, forse non avrebbero avuto la stessa fama e diffusione: Lupin III, Candy Candy, Anna dai capelli rossi, Harlock...

Per questo, Goldrake è considerato dai più il MITO per eccellenza.

Per questo, per festeggiare in anticipo, visto che siamo vicini al 35° anno di Goldrake in Italia, che cadrà nel 2013, vorremmo iniziare a presentarvi TUTTO quello che c'è su questo robot irraggiungibile in quanto a fama...

Ecco qui il programma:

TUTTO SU GOLDRAKE: PROGRAMMA LAVORI


1 FEBBRAIO
PRESENTAZIONE
AVATAR


6 FEBBRAIO
STORIA DI GOLDRAKE (Italiano-Inglese)


13 FEBBRAIO
PROTAGONISTI DI GOLDRAKE (AMICI) – Versione italiana e inglese
PROTAGONISTI DI GOLDRAKE (PERSONAGGI IMPORTANTI)
PROTAGONISTI DI GOLDRAKE (NEMICI)


20 FEBBRAIO
SCHEDA TECNICA
NASCITA DI GOLDRAKE: DAISENSO, L’ANIME
MANGA DI UCHU ENBAN DAISENSO


27 FEBBRAIO
MAKING OF DI GOLDRAKE
ACCOGLIENZA DI GOLDRAKE IN MADREPATRIA


5 MARZO
CRONOLOGIA DEGLI AVVENIMENTI DI GOLDRAKE SECONDO LE FAN
DOMANDE SU GOLDRAKE E RISPOSTE DAL GIAPPONE
I LUOGHI DI GOLDRAKE
SIGLE GIAPPONESI


12 MARZO
L’ARRIVO DI GOLDRAKE IN EUROPA: TUTTI I RETROSCENA
IL SIGNIFICATO DEI NOMI OCCIDENTALI
DOPPIAGGIO ITALIANO


19 MARZO
MALASPINA, LA VOCE DI ACTARUS
SIGLE ITALIANE
FILM DI GOLDRAKE (Mazinga contro Goldrake, Goldrake addio, ecc)
GOLDRAKE: PRODOTTI ITALIANI (fumetti italiani, gadget e altro)


26 MARZO
MOSTRI DI VEGA PRIMA PARTE
MOSTRI DI VEGA SECONDA PARTE


2 APRILE
MOSTRI DI VEGA TERZA PARTE
SETTEI GOLDRAKE - 1° PARTE


9 APRILE
SETTEI GOLDRAKE - 2° PARTE


16 APRILE
SHINGO ARAKI
KAZUO KOMATSUBARA


23 APRILE
MANGA DI NAGAI
MANGA DI OKAZAKI


30 APRILE
MANGA DI OTA
MANGA DI IMAMICHI


7 MAGGIO
MANGA DYNAMIC HEROES
MANGA SUPER ROBOT MAGAZINE (Goldrake che incontra Gattiger)
MAZINGER OTOME E ALTRI MANGA


14 MAGGIO
FANZINE ORIGINALI GIAPPONESI
MABOROSHI NO GOD MAZINGER – IL MAZINGER PERDUTO


21 MAGGIO
MANGA SU GOLDRAKE E LADY OSCAR
SITI GIAPPONESI SU GOLDRAKE


28 MAGGIO
FAN ART GIAPPONESI
FANART GONAGAINET
FANART IN RETE


4 GIUGNO
GOLDRAKE NEL MONDO (Europa, USA, Turchia, Corea, ecc)
PLAYSTATION
RICORDI


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domenica 25 dicembre 2011

STRENNE DI NATALE 2011, il nuovo libro scaricabile di GoNagai.net



Incredibile...sembra solo ieri che abbiamo presentato il Libro di Natale 2010 ed ora eccoci di nuovo qui, alle soglie di questo Natale 2011 con nuove emozioni da proporvi:

Signore , signori, amici , nemici ( sappiamo che ci siete ) utenti tutti siamo qui per annunciare il nuovo Libro di Natale!!!.... le copie non si esauriscono e si scaricano “a gratis”.

Il libro è meglio di una scatola di cioccolatini ha un ripieno e non fa ingrassare.

Meglio del materiale ufficiale, le polemiche non mancano mai per gli appassionati del genere, però almeno noi le cose le facciamo e sono pure nuove e originali.

Meglio dei parenti che invadono casa a Natale… perchè ci siamo tutti, ma non occupiamo spazio.

E’ una scatola cinese ideale… dove ogni scatola racchiude racconti in italiano, francese,inglese, giapponese e sono tutte piene di disegni, fumetti, giochi …. …. o se preferite è come una matrioska , solo più sexy .

E'preziosissmo perchè tutto fatto a mano e con amore come i centrotavola delle nonne ma è il regalo più moderno che si possa avere... un libro elettronico, virtuale, c'è ma non si vede... come i migliori giochi di prestigio.

Solo che noi ci siamo,siamo reali , senza trucchi e inganni e ci auguriamo che la lettura di questo libro possa diventare una delle cose piacevoli, un momento sereno da ritagliare in queste giornate di festa e perchè no, anche durante l'anno.

Quello che troverete in questo libro, è il frutto della creatività degli utenti di questo forum, che attraverso racconti e disegni, hanno dato vita a qualcosa di veramente speciale: c'è l'impegno e la dedizione di molti, c'è la passione e la gioia di condividere i propri sogni.
Non ci resta che invitarvi alla lettura ed augurarvi da parte di tutto lo staff, un sereno Natale da passare con le persone che vi stanno più care ed un Anno Nuovo che soddisfi tutte le vostre aspettative.

Auguri!
Kojimaniaca e Runkirya



Incredible … it seems only yesterday when we announced the 2010 Christmas book and here we are again near Christmas 2011 offering you new emotions.
Ladies, gentlemen, friends, enemies (we know you are there ) users all we are here to announce the new Christmas book!!!.... copies never finish and are all for free.
The book is better than a box of chocolates it has a filling and doesn’t get you fat.
Better than official stuff, arguing won’t come short for the fans, but at least we do things and they are new and original.
Better than home invading relatives on Christmas Day…because we are all in it, but take up no space


It’s an ideal Chinese box… where each box is full of a fiction in Italian, French, English, Japanese and all stuffed with drawings, comics, games…or if you prefer it’s like a matrioska, only sexier.


Its ever so precious all hand made with love like grandma’s center piece yet it’s the most modern present you can imagine… an electronic book, virtual, it’s there but you can’t see it…. like illusionist games .


But we are no illusion, we are real, no tricks or deceptions and we hope reading this book may be something pleasant , a calm moment you take for yourself during these season s holydays and why not a calm moment even during the year.
What you will find in this book is coming straight from forum's friends creativity which through stories, drawings, have given birth to something really special: there is commitment and dedication of many, there is passion and thrill to share dreams.
We are just left to invite you to read and whish you all, on behalf of the staff, a peaceful Christmas to spend with the ones you care most for and a New Year fulfilling expectations.


All the best
Kojimaniaca and Runkirya


Un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno partecipato a questa iniziativa:
A special thanks to all those who participated in this initiative:
Godzilla Granmasterzilla Runkirya Kojimaniaca FabriGrendizeR H.Aster Isotta72 Lio. Kotetsu73 Onion Thabit Joe7 Dhrdhr Haris von Hayeser Nivalis70 Eros79 Anamici31 Lu1980 AramisCB Chibi Ataru.m Ree Yuji Mine Gizumo Michi Ieko Iero Coqueluche Sweetcandy Flavia Nicola K8-88

Link per scaricare il Libro: http://hotfile.com/dl/138411517/9182be5/strenne7.pdf.html

Allegati:
Il nostro Calendario by Onion&Isotta72!

versione italiana: http://hotfile.com/dl/136890873/d24f522/ca...aliano.pdf.html

versione inglese: http://hotfile.com/dl/136930192/9eb756a/ca...nglese.pdf.html

La Vera Smorfia by Kotetsu! 
www.mediafire.com/?fdkgl6akft4kkt3

Il Paper Model di Mazinga Z!
www.megaupload.com/?d=36IB1OG9

lunedì 12 dicembre 2011

BETA: IL SUPER ROBOT ITALIANO

coverminor retrominor

BETA è il titolo della copertina di questo fumetto, anche se a prima vista si fa fatica a riconoscerlo: è stato scritto con caratteri simil-giapponesi. 

E’ il primo fumetto di una miniserie di due numeri: il secondo uscirà a Lucca Comics 2012. Gli autori sono tutti italiani, e la storia segue il filone “robot gigante”. Prima di inziare a presentarvela, spendo un paio di parole sulla casa editrice e sui due autori.

La BAO Publishing è una giovane casa editrice milanese che ha presentato in Italia dei lavori di autori dell’estero, come il Bone di Jeff Smith; ma ha anche aperto la strada ad autori italiani, tra i quali Luca Vanzella e Luca Genovese, gli autori di BETA.

Luca Vanzella, lo sceneggiatore di BETA, di origini venete, lavora a Bologna insieme con Luca Genovese, col quale ha formato un sodalizio con l’etichetta “Self Comics” (www.selfcomics.com/). Ha scritto un libro sui cosplay (“Cosplay Culture” della Tunuè) e, insieme con Genovese, ha fatto un libro su Luigi Tenco. Al Comicon di Napoli nel 2008 ha vinto il premio “Nuove Strade” e il premio “Carlo Boscarato” per la miglior sceneggiatura e miglior storia breve. E' uno sceneggiatore eclettico e capace di coinvolgere su trame ben congegnate e ricche di sfaccettature diverse, a volte inquietanti. Appassionato delle serie robotiche, stravede per "Tommy la stella dei Giants", un anime sul baseball; apprezza molto, tra i mangaka contemporanei, Naoki Urasawa; segue Naruto e Bakuman.

Luca Genovese, il disegnatore di BETA, pure lui di origini venete, ha disegnato per la Aurea (John Doe), e altre case editrice indipendenti. Dal tratto sintetico e dettagliato, morbido e dinamico, ha un disegno che esprime molto bene la fluidità del movimento, creando un ibrido ben riuscito tra manga nagaiano e fumetto occidentale.
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Appassionato pure lui delle serie giapponesi classiche e in particolare di "Tommy la stella dei Giants", i manga che l’hanno colpito particolarmente sono Devilman e Akira. Legge con interesse One Piece.

STORIA
La storia di BETA è ambientata in un ipotetico periodo degli anni della Guerra Fredda, verso la fine degli anni ’70, gli stessi del boom dei cartoni animati giapponesi in Italia. Al posto delle bombe atomiche russe e americane, ci sono eserciti contrapposti di robot giganti. Il protagonista, simile al tipico ribelle che pilota il robot gigante, è Dennis Beta, che si sente responsabile di una terribile tragedia capitata anni prima durante la battaglia dei robot giganti, quando guidava il robot Gunshin insieme ai suoi quattro compagni (un richiamo al Vultus 5 e al Combattler 5, coi 5 piloti...e persino a Gatchaman! ^^)
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Nel frattempo, sono comparsi misteriosamente dei mostri giganteschi, biomeccanici, davanti ai quali l’esercito russo e americano non possono fare nulla: Dennis Beta viene scelto per guidare un robot dell’epoca passata,Spartacus, che ha una gigantesca X sul petto (una X che ha un passato sinistro, tra l’altro…) e che sembra sia il solo capace di fronteggiare questi biorobot…

Fumetto moderno e nostalgico nello stesso tempo, “Beta” è un manga italiano d’azione che nasce inizialmente come una storia breve sul sito dei due autori, Selfcomics (www.selfcomics.com/article.php3?id_article=28). Lavorandoci sopra, però, Vanzella e Genovese si accorsero delle ampie possibilità di sviluppo che potevano esserci in una storia come questa. Con “Beta”, ritornano i robot giganti stile Mazinga, con un racconto che spesso richiama le storie classiche dei robottoni. Il richiamo al grande Mazinga e Venus Alfa, per esempio, qui è evidente:
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Ma non si tratta solo di un omaggio ai robottoni di allora: oltre all’effetto nostalgia, Vanzella e Genovese introducono altri aspetti più realistici, richiamando a volte lo stile guerresco di “Gundam” e altre volte quello revisionista e criptico di “Evangelion”.

Ecco una preview del fumetto/manga:
http://issuu.com/baopublishing/docs/beta-p...Color=%23222222

Per concludere in bellezza, ecco qui il disegno che Luca Genovese mi ha fatto a Lucca: è una delle protagoniste, la pilota francese Maxine Saint-Just. Un omaggio alla Miwa di Jeeg Robot? 
disegnonofirmamini


BETA - Ed. Bao Publishing - 16 €




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giovedì 1 dicembre 2011

E' morto Shingō Araki


Shingō Araki

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Shingo Araki (荒木 伸吾 Araki Shingo?) (Nagoya, 1 gennaio 1939 – 30 novembre 2011) è stato un fumettista, animatoree produttore cinematografico giapponese, noto soprattutto per il suo ruolo di character designer per titoli come I Cavalieri dello zodiaco, Lady Oscar, Devilman, Ufo Robot Goldrake e altri.
Nel 2008, in seguito alla trasposizione animata dell'Elysion Chapter de I cavalieri dello zodiaco, ha annunciato il suo ritiro dalla scena dell'animazione giapponese[senza fonte].
Nel 1957 Araki vinse a soli 18 anni il premio come migliore nuova promessa per il suo esordio da fumettista sul Machi, rivista mensile della sua città; successivamente realizzò numerose pagine di manga per le maggiori case editrici del paese per circa 8 anni, gavetta che lo portò finalmente a coronare il suo sogno di diventare un animatore: nel 1965, a 26 anni, cominciò infatti a lavorare per la Mushi Productions all'anime Jungle Taitei (Kimba il leone bianco) e iniziò una fortunatissima e longeva carriera nel campo dell'animazione.Carriera [modifica]
Nel corso della sua prolifica carriera ha lavorato proficuamente come character designer (divenendo uno dei più apprezzati in Giappone), ed anche animatore e supervisore dei disegni con molti grandi artisti del campo, alcuni dei quali :
Ha fondato lo Studio Jaguar nel 1966 e, insieme a Michi Himeno, la Araki Production nel 1975.

Opere e collaborazioni [modifica]